marzo 11, 2012
C’era questo gruppetto di cui facevo parte, che passava il tempo a parlare degli sbagli tattici della Newteam, che si ostinava a schierare Bruce Harper in difesa ben sapendo che dall’altra parte c’è Mark Lenders,che non solo gli spezza le gambe, ma che probabilmente subito dopo ruba l’autoradio all’ambulanza che lo soccorre. Parlavamo dell’integrità morale del Power Ranger rosso che si vede rubare la scena da quello verde,arrivato senza una valida ragione a giochi iniziati, per pigliarsi la leadership, la ragazza migliore (che è pure una ginnasta ed una pterodattila, quindi di uccelli giganti se ne intende), e il dragonzord con la vernice cromata e l’abs di serie. E in tutto questa assenza totale di meritocrazia, il Power Ranger Rosso (brutalmente spodestato)non si lamenta mai di niente(Salvo poi alimentare leggende web che lo vogliono omicida,pazzo,omosessuale represso e in galera, anni dopo, ma questa è una storia diversa e allora non era neanche prevedibile che un giorno sarebbe esistito il web).continua a leggere
febbraio 06, 2012
Si misero il cappotto, la sciarpa, i guanti di lana e i cappucci tirati sugli occhi come se dovessero uscire,e invece entrarono.
Entrarono in una stanza che fino a quel momento neanche forse esisteva, e che stava tra il tetto e il salotto piccolo. Con una scala alta e traballante,
Dentro si stava solo in ginocchio.
C'erano delle scatole, ordinate, con dentro un caos. E viceversa. Lui le apriva e le guardava mezzo secondo, poi diceva -questi sono i cavalieri, questi sono i cowboy. Queste sono i mezzi speciali col turbo, che si aprivano così e così (apre a memoria,senza sbagliare un singolo meccanismo), e qui ci si metteva la magia e andavano più zooow. Questi sono gli alieni che trovammo in un cortile, pensa che cazzo di oro era. Queste sono le tartarughe ninja, e pure se ti avevo detto che Raffaello non mi piaceva tanto, ce ne ho seicento. Assurdo, non lo ricordavo. Strano, no, che sia il TUO preferito?
E sorride.
C'erano quei pupazzi stupidi che si vendono nelle edicole vicino alla spiaggia, d'estate. Lui dice
mi piacevano, alla fine, anche se facevano schifo e perdevano subito una gamba. Erano dei perfetti nemici deboli.
Dei perfetti nemici deboli.
Era giusto, che si dovesse starci solo in ginocchio. Solo un bambino avrebbe potuto alzarsi in piedi lì (e pensare di viverci, forse.)
Quando veniamo a vivere in questa stanza, tutta questa roba la mettiamo fuori dalle scatole. Qui facciamo il caffè, qui ci dormiamo dentro Pisolone-cane, qui ci va Sabertooth con la pancia che scatta e sotto ci sono i graffi. Ogni tanto invitiamo la gente e giochiamo a Frega la Strega.
Entrarono in una stanza che fino a quel momento neanche forse esisteva, e che stava tra il tetto e il salotto piccolo. Con una scala alta e traballante,
Dentro si stava solo in ginocchio.
C'erano delle scatole, ordinate, con dentro un caos. E viceversa. Lui le apriva e le guardava mezzo secondo, poi diceva -questi sono i cavalieri, questi sono i cowboy. Queste sono i mezzi speciali col turbo, che si aprivano così e così (apre a memoria,senza sbagliare un singolo meccanismo), e qui ci si metteva la magia e andavano più zooow. Questi sono gli alieni che trovammo in un cortile, pensa che cazzo di oro era. Queste sono le tartarughe ninja, e pure se ti avevo detto che Raffaello non mi piaceva tanto, ce ne ho seicento. Assurdo, non lo ricordavo. Strano, no, che sia il TUO preferito?
E sorride.
C'erano quei pupazzi stupidi che si vendono nelle edicole vicino alla spiaggia, d'estate. Lui dice
mi piacevano, alla fine, anche se facevano schifo e perdevano subito una gamba. Erano dei perfetti nemici deboli.
Dei perfetti nemici deboli.
Era giusto, che si dovesse starci solo in ginocchio. Solo un bambino avrebbe potuto alzarsi in piedi lì (e pensare di viverci, forse.)
Quando veniamo a vivere in questa stanza, tutta questa roba la mettiamo fuori dalle scatole. Qui facciamo il caffè, qui ci dormiamo dentro Pisolone-cane, qui ci va Sabertooth con la pancia che scatta e sotto ci sono i graffi. Ogni tanto invitiamo la gente e giochiamo a Frega la Strega.
artici
La nevicata del secolo.
Il male di vivere, del secolo.
L'inverno (che è ogni volta l'inverno più freddo degli ultimi X anni, con una curva di automiglioramento invidiabile.) non si dovrebbe ricongelare una volta scongelato. Ecco perchè ci fa sempre male la pancia.
Il male di vivere, del secolo.
L'inverno (che è ogni volta l'inverno più freddo degli ultimi X anni, con una curva di automiglioramento invidiabile.) non si dovrebbe ricongelare una volta scongelato. Ecco perchè ci fa sempre male la pancia.
dicembre 12, 2011
E natale sia II (ovvero: il grunge non è morto, deve ancora (ri)nascere.)
Ecco, siamo ufficialmente pronti. Il progetto "fotti in natale prima che lui fotta te", ha preso forma. ha preso forma in maniera pressochè autonoma, che risponde alla seguente regola.
rabbia repressa + senso di frustrazione generazionale / necessità di dissacrazione pop = L'immacolata Cagna Love e San Cobain in santissima attesa nella capanna psichedelica.
Prezzo complessivo dell'operazione: 1,50 euro, dai cinesi. Comprare il presepe dai cinesi è come comprare una cassa di noci di cocco a Stoccolma.
Consumati: due caffè, e un uovo sbattuto col marsala che fa subitofesta.
Colonna sonora: In Utero. Che con la natività ci sta tutto. AH AH. Poi però è arrivato papà e tra una cosa e un'altra mi ha messo gli Inti-Illimani.
Ringrazio il mio gatto Sid che è venuto a rompermi i coglioni sul tavolo tipo dodici volte. Grazie Sid. La mia Leggendaria pazienza è stata messa a dura prova dal pennello microscopico, dal nervosismo che l'umanità in genere mi provoca, e soprattutto da te. Ma ho interiorizzato l'esperienza, e l'ho usata costruttivamente per migliorarmi.
In effetti tra poco posso farlo rientrare. L'ho calciato sul balcone che erano le 17. E' ora.
Sid, rientra.
Natale, come as you are.
dicembre 11, 2011
E Natale sia.
Quando ero piccola, giusto per rivangare la pessima, autolimitante tendenza alla malinconia che mi tiene in piedi, mi piaceva il pacchetto completo. Dal momento in cui papà riportava a casa la pallina di vetro o l'ennesima pecora fuori scala dell'anno, si aprivano le danze. La poesia da imparare a scuola, le cartoline con la porporina e il crescendo di fancazzismo pre-vacanza, anche quando culminava con sedici pagine di analisi grammaticale arretrata la sera del 6 gennaio. Le luci per strada (contavo gli alberi. li contavo tutti, e informavo tutti. Ho visto 64 alberi di natale, contando pure le decorazioni sui balconi. Altrimenti erano solo 41. Sai che figata, portarmi in giro e farmi da pallottoliere.), esorcizzare il panettone dai malefici canditi, la cena della vigilia, la spada nella roccia e Fantaghirò in tv. Il presepe che faceva il ciclo giorno e notte che qualche anno dopo avrei imparato a fare su RPG maker con lo stesso senso di onnipotenza & kunstvollen. Babbo Natale anche quando era papà. ("lo so che era papà, perchè aveva lo stesso profumo.")
Poi finisce. Poi ritorna. Come finisce e torna la fascinazione per le magliette coi pupazzi, che a 14 anni ti fanno improvvisamente schifo, e a 25 guardi come piccole perle dall'originalità rampante nell'armadio.
Le fasi dell'accettazione del lutto sono 5.
La negazione. Il Natale non mi tange. Il Natale è morto con i miei nonni. Con la mia infanzia, col mio bob a 2 che subì ingloriosa sepoltura in un trasloco, e il torrone nurzia che spogliavo dall'ostia come una reliquia non è mica quello di prima. L'hanno boicottato, è stata la Ferrero sicuramente.
La rabbia. No, seriamente. Questa storia del Natale è ridicola, e siete degli stupidi schiavi del sistema. Non ci vengo, all'iper. Al pranzo mi sveglio all'una e mi presento in pigiama. Mamma, non rompermi i coglioni co sta storia dei bimbi dell'asilo che devono fare le stelline con la pasta di sale. La pasta di sale è morta.
Patteggiamento. Ok, facciamo le stelline di pasta di sale però all'iper non ci vengo.
Depressione. Prendo coscienza che il Natale (così come tutto il resto, fino all'ultima goccia), esiste, a prescindere dai miei attacchi supergrunge di noia postadolescenziale. Ne prendo coscienza l'anno scorso, mentre durante il mio soggiorno a Liegi, che è stato Natale dal primo di novembre, forse pure prima. Fottuti nordeuropei, con tutto questo anticipo me lo rovinate. Mi rovinate pure con la sfilata iperdistruttiva di saint Nicolas. Joyeux Noel, je suis très très saoule!
Accettazione. Molto bene. Ci vuole organizzazione. Prima di tutto, il presepe DIY. 4,90 euro di statuette, acrilici e biscotti alla cannella. References messicane, e colori acidi. Tutto acido,e san giuseppe che pare Gene Simmons. Poi, le luci. Carine le luci. Probabilmente le tengo fino a marzo. Del duemilaventi. Ci vuole la soundtrack di Dicembre. L'anno scorso c'era Elvis, ma c'erano i Joy Division, perchè la fase era ancora uno strascico di hate. Quest'anno ci muoviamo verso le cover dubstep dei canti tradizionali, e compriamo un nuovo slittino. Per l'ennesima volta, a noi due, Gesù. Al tuo compleanno ci vengo vestita come Gaga al pride, e replico la mia presenza in piazza all'uscita della messa di mezzanotte sfoggiando un bel paio di baffi. Ci vogliamo divertire? Vogliamo stare bene, e non è difficile se ci si prova? Johnlennon dall'alto dei cieli, ti prendo in parola. Be prepared,e per lunedì compratevi la porporina.
Poi finisce. Poi ritorna. Come finisce e torna la fascinazione per le magliette coi pupazzi, che a 14 anni ti fanno improvvisamente schifo, e a 25 guardi come piccole perle dall'originalità rampante nell'armadio.
Le fasi dell'accettazione del lutto sono 5.
La negazione. Il Natale non mi tange. Il Natale è morto con i miei nonni. Con la mia infanzia, col mio bob a 2 che subì ingloriosa sepoltura in un trasloco, e il torrone nurzia che spogliavo dall'ostia come una reliquia non è mica quello di prima. L'hanno boicottato, è stata la Ferrero sicuramente.
La rabbia. No, seriamente. Questa storia del Natale è ridicola, e siete degli stupidi schiavi del sistema. Non ci vengo, all'iper. Al pranzo mi sveglio all'una e mi presento in pigiama. Mamma, non rompermi i coglioni co sta storia dei bimbi dell'asilo che devono fare le stelline con la pasta di sale. La pasta di sale è morta.
Patteggiamento. Ok, facciamo le stelline di pasta di sale però all'iper non ci vengo.
Depressione. Prendo coscienza che il Natale (così come tutto il resto, fino all'ultima goccia), esiste, a prescindere dai miei attacchi supergrunge di noia postadolescenziale. Ne prendo coscienza l'anno scorso, mentre durante il mio soggiorno a Liegi, che è stato Natale dal primo di novembre, forse pure prima. Fottuti nordeuropei, con tutto questo anticipo me lo rovinate. Mi rovinate pure con la sfilata iperdistruttiva di saint Nicolas. Joyeux Noel, je suis très très saoule!
Accettazione. Molto bene. Ci vuole organizzazione. Prima di tutto, il presepe DIY. 4,90 euro di statuette, acrilici e biscotti alla cannella. References messicane, e colori acidi. Tutto acido,e san giuseppe che pare Gene Simmons. Poi, le luci. Carine le luci. Probabilmente le tengo fino a marzo. Del duemilaventi. Ci vuole la soundtrack di Dicembre. L'anno scorso c'era Elvis, ma c'erano i Joy Division, perchè la fase era ancora uno strascico di hate. Quest'anno ci muoviamo verso le cover dubstep dei canti tradizionali, e compriamo un nuovo slittino. Per l'ennesima volta, a noi due, Gesù. Al tuo compleanno ci vengo vestita come Gaga al pride, e replico la mia presenza in piazza all'uscita della messa di mezzanotte sfoggiando un bel paio di baffi. Ci vogliamo divertire? Vogliamo stare bene, e non è difficile se ci si prova? Johnlennon dall'alto dei cieli, ti prendo in parola. Be prepared,e per lunedì compratevi la porporina.
novembre 02, 2011
Gioie senza frontiere
I profeti sui treni e le uscite di scena dinamiche.
Parcheggiare l'auto frenando con grazia proprio mentre la canzone alla radio finisce.
Gioie senza frontiere.
Parcheggiare l'auto frenando con grazia proprio mentre la canzone alla radio finisce.
Gioie senza frontiere.
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